Autismo e visione

I disturbi dello spettro autistico (dall’inglese Autism Spectrum Disorders, ASD) sono un insieme eterogeneo
di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit persistente nella comunicazione sociale e
nell’interazione sociale in molteplici contesti e pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti, ripetitivi.
Le caratteristiche della sintomatologia clinica possono essere estremamente eterogenee sia in termini di
complessità che di severità e possono presentare un’espressione variabile nel tempo. (Ministero della
Salute)

I bambini autistici hanno difficoltà a elaborare e rispondere alle informazioni provenienti dai loro sensi, così
come difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale. Ma anche i problemi visivi sono molto
comuni.

Spesso, i segni di questi problemi visivi possono essere mascherati dai comportamenti che gli
individui autistici usano per far fronte al sovraccarico sensoriale del mondo che li circonda
. I
comportamenti attribuibili sia all’autismo che ai problemi di vista possono includere la mancanza di contatto
visivo, fissare oggetti rotanti o luci, sguardi periferici fugaci, visione laterale e difficoltà a prestare attenzione
visivamente. 
Le persone autistiche possono anche avere problemi di coordinamento della visione centrale e periferica.
Ad esempio, quando viene chiesto loro di seguire un oggetto con gli occhi, di solito non lo guardano
direttamente, ma lo scansionano o lo guardano lateralmente.

  • Disturbi visivi associati ad autismo
  • Tra il 20 e il 44% dei bambini autistici ha un errore refrattivo visivamente significativo (miopia,
  • ipermetropia e astigmatismo)
  • Circa il 30% dei bambini autistici che necessitano di un occhiale faticano nell’indossarlo
  • Tra il 22 e 57% presenta uno strabismo
  • Tra il 19 e 31% presenta un’ambliopia (occhio pigro).

DIFFICOLTA’ VISIVE NEL BAMBINO AUTISTICO

Alcuni comportamenti manifestati da autistici, che possono indicare problemi legati alla vista,
includono:

  • Guardare oltre/attraverso gli oggetti
  • Scarso contatto visivo
  • Occhi al cielo
  • Sensibilità alla luc
  • Mostrare poca/nessuna paura dell’altezza o una paura eccessiva dell’altezza
  • Girare la testa per guardare gli oggetti di lato anziché frontalmente

1. Disturbi del movimento oculare 
Si tratta di disturbi che possono influire negativamente sul movimento preciso e fluido degli occhi
all’unisono, rendendo difficile per gli occhi raccogliere informazioni visive coerenti che il cervello
possa interpretare.

Il disturbo di questo tipo più comune nei bambini autistici è lo strabismo, una condizione in cui gli
occhi non puntano nella stessa direzione.
I bambini nello spettro autistico sono spesso affetti da un problema di visione binoculare noto come
deficit di convergenza.  
Il Deficit di convergenza consiste nell’incapacità degli occhi di convergere correttamente su un
oggetto da vicino. Ciò può causare problemi quando si cerca di leggere o scrivere, tra cui cefalea,
visione offuscata e difficoltà di messa a fuoco per lunghi periodi di tempo.

2. Difficoltà negli inseguimenti visivi 
Questi problemi rendono difficile agli occhi seguire gli oggetti in movimento, quindi puntare ciò
deciderebbero fissare.
Tali difficoltà potrebbero essere la ragione per cui un bambino autistico preferisca vedere gli oggetti
con la sua visione periferica piuttosto che guardarli direttamente per vederli.

  • Tendenza a fissare oggetti avvicinandoli eccessivamente al volto
  • Incapacità nel seguire gli oggetti che si muovono in modo accurato, fluido e coordinato
  • Mancanza di contatto visivo con le altre persone
  • Difficoltà a seguire ciò che gli altri dicono e fanno
  • Tornare indietro verso oggetti o aree precedentemente visti mentre si cammina o ci si muove

3. Problemi di visione binoculare
La visione binoculare si riferisce alla capacità degli occhi di lavorare insieme per raccogliere
informazioni visive da inviare al cervello per l’interpretazione.

4. Sensibilità all’abbagliamento
La sensibilità all’abbagliamento rende difficile vedere chiaramente in condizioni di luce intensa. Sebbene
non sia chiaro esattamente perché esista il collegamento con i bambini autistici, potrebbe essere dovuto al
fatto che questi ultimi sono più sensibili alla luce rispetto ad altre.

Si pensa che la sensibilità all’abbagliamento sia causata da uno squilibrio tra i coni e i bastoncelli negli
occhi. I bastoncelli sono usati per la visione notturna e ci aiutano a vedere chiaramente quando non c’è
molta luce intorno a noi, mentre i coni sono usati per la visione dei colori e ci aiutano a vedere chiaramente
durante il giorno.
Le persone autistiche hanno meno coni che bastoncelli nei loro occhi, il che può renderli più sensibili alle
luci intense.

Altri esperti ritengono che la causa della sensibilità all’abbagliamento derivi dall’incapacità di distinguere tra
livelli di luce ambientale e fonti di luce diretta, come la luce solare. Di conseguenza, le luci intense possono
sembrare opprimenti per gli autistici portando questi ultimi ad evitare del tutto determinate aree o situazioni.

5. Difficoltà di percezione visiva
Le difficoltà di percezione visiva, note anche come disturbi dell’elaborazione visiva, sono comunemente associati al disturbo dello spettro autistico. Questi disturbi visivi comportano problemi nell’elaborazione delle informazioni visive provenienti dagli occhi e nella loro traduzione in pensieri o azioni.
Possono manifestarsi sotto forma di scarsa percezione della profondità o scarsa coordinazione tra occhi e mani, come l’incapacità di catturare una palla
mentre si gioca a baseball.

6. Scarsa attenzione congiunta o condivisa
L’attenzione condivisa (ossia “guardare insieme verso”) si ha quando due persone prestano attenzione
contemporaneamente sulla stessa persona, oggetto o un evento in modo coordinato e quindi consapevole.
Rappresenta un importante prerequisito per lo sviluppo delle abilità relazionali del bambino e delle abilità di
comunicazione, sia non verbali che verbali. Alternare il proprio sguardo tra ciò che si sta osservando e
l’altra persona; seguire con lo sguardo l’indicazione dell’altro, o ancora controllare dove l’altro sta
guardando e guardare nella stessa direzione; indicare per mostrare o per chiedere; portare una cosa
all’altro per mostrargliela sono esempi di attività che sfruttano l’attenzione condivisa.

Una delle principali anomalie nei bambini autistici che si verifica anche nei bambini ciechi è l’alterazione
dell'”attenzione congiunta”. I neonati e i bambini piccoli usano il contatto visivo, lo sguardo che segue e
l’attenzione congiunta per comunicare e per apprendere il comportamento e le intenzioni degli altri,
specialmente durante la fase prelinguistica. La vista e la percezione visiva sono cruciali per l’attenzione
congiunta.

7. Comportamento visivo anomalo nei bambini autistici
Riconosciamo che i bambini con ASD hanno un comportamento visivo anomalo anche quando la loro
acuità visiva è 10/10 in entrambi gli occhi. L’eziologia esatta del comportamento visivo anomalo è
sconosciuta, ma è stata ampiamente studiata. È noto che i bambini con ASD mostrano:

  • un riconoscimento facciale anomalo e difficoltà con i volti compositi e l’inversione facciale, elaborando una parte del viso anziché l’intero viso
  • evitamento degli occhi, durante la visione di un volto

RIABILITAZIONE ORTOTTICA NELL’AUTISMO

Trattamento per migliorare la qualità della vita
Dopo una visita oculistica per valutare la salute oculare e l’eventuale occhiale da indossare, il trattamento
ortottico può iniziare.

Gli obiettivi del trattamento possono essere aiutare il paziente autistico a:

  • Migliorare la qualità della fissazione oculare
  • Organizzare lo spazio visivo
  • Stabilizzare la visione periferica
  • Prestare attenzione e apprezzare la visione centrale
  • Rafforzare la coordinazione degli occhi
  • Ottenere una coordinazione oculo-manuale più efficiente
  • Migliorare l’elaborazione delle informazioni visive (percezione visiva)
  • Potenziare l’attenzione visiva

Il raggiungimento di questi obiettivi può aiutare il bambino autistico a sentirsi meno sopraffatto
dagli stimoli visivi e a interagire con il mondo in modo più confortevole.

STIMMING

Cos’è lo stimming?
Lo stimming, noto anche come comportamento auto-stimolante, è costituito da movimenti o rumori corporei
ripetitivi o insoliti.

Perché i bambini autistici si stimolano?
Non è facile individuare o determinare la ragione dello stimming. Tuttavia, è importante notare che questi
comportamenti sono stati considerati una forma di meccanismo di adattamento che serve a vari scopi.

Secondo Healthline (2019), un bambino può stimolarsi perché sta cercando di:

  • Stimolare i sensi
  • Diminuire il sovraccarico sensoriale
  • Adattarsi a un ambiente non familiare
  • Ridurre l’ansia e calmarsi
  • Esprimere frustrazione, soprattutto se ha difficoltà a comunicare in modo efficace
  • Evitare determinate attività o aspettative

STIMMING VISIVO

il tuo bambino autistico guarda con i lati degli occhi, muove le dita davanti a sé o sembra affascinato dagli
oggetti che ruotano? Se è così, potrebbe attuare degli “stimming visivi”

Esempi di stimming visivo:

  • Fissare oggetti o luci
  • Frequenti ammiccamenti, rotazioni o movimenti rapidi degli occhi
  • Accensione e spegnimento ripetuti delle luci
  • Muovere le dita davanti agli occhi
  • Fissare gli schermi
  • Sbirciare dagli angoli degli occhi
  • Posizionamento degli oggetti secondo un ordine o uno schema preciso, come l’allineamento degli oggetti
  • Guardare giocattoli che tremano
  • Guardare oggetti che ruotano (ad esempio spingere un camion giocattolo per guardare le ruote o fissare i ventilatori o giocare con lo yo-yo ripetutamente)

È importante notare che mentre lo stimming visivo è comunemente associato all’autismo, non è
esclusivo dell’autismo
: può anche essere osservato in individui con disturbi dell’elaborazione sensoriale e
altre condizioni neurodivergenti.

Bibliografia

  • Chang MY, Doppee D., Yu F., Perez C., Coleman AL, Pineles SL Prevalenza di diagnosi oftalmologiche nei bambini con disturbo dello spettro autistico utilizzando il set di dati Optum: studi basato sulla popolazione. Am. J. Ophthalmol. 2021
  • Moore C., Dunham PJ Joint Attention: le sue origini e il suo ruolo nello sviluppo. Lawrence Erlbaum Associates; Mahwah, NJ, USA: 1995. 
  • Tanaka JW, Sung A. L’ipotesi di “evitamento degli occhi” nell’elaborazione del volto nell’autismo. J. Autism Dev. Disord. 2016
  • Visual Autism Margaret Reynolds 1,* and Susan M. Culican 2, 2023